domenica, 05 luglio 2009

sono qui per rimettere il mandato-

non è permesso rimettere il mandato--

-ma io sono veramente molto stanco, signore-.-

il sogno, ciò che d'intelletto è nel mondo e quanto resta di oscuro si raggrumeranno di fronte a te ed intorno a te, in luogo di quanto dovrebbe restare aereo e ti fermeranno nella posizione in cui sei adesso: non è permesso rimettere il mandato.-

|ma, signore, è la sostanza stessa delle cose, quanto riesco a comprendere della natura dell'essere umano, la luce che emana dalla pelle delle donne ed il sorriso dei bambini sempre prossimo a terminare in denti spaccati e dolore insopportabile a dirmi che occorre sospendere la vicenda: onestamente, insisto perchè mi sia concesso di rimettere il mandato.

////non è permesso rimettere il mandato. non si dà che tu ottenga di venir colpito dal fulmine. il margine di probabilità è irrisorio abbastanza perchè sia nullo nei fatti.[[[[]

[non dia seguito sempre e soltanto al regolamento, senta quello che sento io. ho necessità di allontarmi da tutti questi pneumatici di automobile che posseggono L'INTENZIONE DI COLPIRE L'ANIMALE INCAUTO CHE SI PARI AD ESSE DAVANTI. DEVI LASCIARMI CREDERE CON SUFFICENZA DI RAGIONI CHE CI SIA MODO PER ME DI SOSPENDERE L'AZIONE DEL CAOS IN VIRTU' DELL'ELEGANZA DI UN ROVESCIO COLPITO CON BASTEVOLE ANTICIPO.

(QUI NON SUSSISTE CARITA'. CONOSCI LA PACE E SOSTIENI TE STESSO NEL RIPOSO. LE SPERANZE SONO INDISTINTAMENTE PARASSITE. BEVONO SANGUE SE SANGUE CONCEDI)

-sono qui per rimettere il mandato, sono qui per rimettere il mandato, sono qui sono qui sono qui sono qui per.

- non è permesso.

rimettere.

il mandato.

postato da: lucowski alle ore luglio 05, 2009 20:45 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 04 luglio 2009
rimettere il becco attorno alla sigaretta, eliminare le possibilità di ingresso della luce in questa stanza, non aspettare nè lo squillo del telefono nè la lettera dell'editore, entrare nella vasca piena di acqua calda invece di riflettere sull'eventualità di un bagno.

non ho vissuto tanto, frankie, ho vissuto solo fino al termine della notte.

abbassare il livello di astrazione, rigettare l'ipotesi metafisica, attendere una femmina della tua specie come un gatto attende che il passero voli basso e metterla incinta prima che abbia modo di scoprire chi tu sia davvero, essere troppo impegnati in tutto il resto per occuparsi anche di questo, non piangere come sabbath e nemmeno come mishima, controllare che la carta igienica non sia finita prima di rilassare i muscoli dell'ano, respirare lentamente e far scendere l'aria in profondità, godersi la sigaretta se proprio devi fumare.

non ci provare, non tentare.
postato da: lucowski alle ore luglio 04, 2009 13:10 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 02 luglio 2009

una foto che ritrae due carciofi incrociati pare eterna finchè non viene sostituita. un po' come tutti noi.

postato da: lucowski alle ore luglio 02, 2009 20:45 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 02 luglio 2009
trasparente

trasparente

trasparente

"raccontami una storia"-disse lei.

e lui restò zitto:

gliele stava raccontando ancora una volta tutte insieme.
postato da: lucowski alle ore luglio 02, 2009 04:06 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 21 giugno 2009
per ogni cane il giorno arriva
postato da: lucowski alle ore giugno 21, 2009 18:25 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 14 giugno 2009
e adesso cosa vorresti? grottesco? facciamo quattro scopate incestuose o il sesso di una vecchia completamente spalancato, lubrificazione al grasso di balena? hai paura dell'urgenza di scorticarti o hai paura che ti passi?

cosa vuoi? grottesco? tu? sei un ragazzetto troppo per bene, mi spiace. non ci sai fare. finiresti per togliere dagli occhi della donna mestruta che hai scopato il sangue che le sia schizzato sulle iridi. ti conosco vergognosamente, so troppo della tua intimità dove NON tutto è permesso, figliolo mio. il sangue nei suoi occhi non ti andrebbe bene, alla fine della faccenda, per il pensiero invasivo, in te, che le potrebbe darle fastidio. infileresti un albero nel culo di una bambina, certo, ma badando ben bene a piallare via tutte le schegge, prima. ed allora, cosa credi di volere? grottesco? cani triturati? marmellata di cuccioli? madri che leccano i coglioni dei figli e lupi rabbiosi che mangiano placenta fresca? non ci sai fare con le budella, ti appassioni di tutti i muscoli cardiaci che conservino possibilità di pulsazione. rinuncia, non vuoi il grottesco. non sai tenere pulito. niente ordine.

dovrai mandare un altro alla sbarra, il giorno in cui i processo sarà celebrato.
postato da: lucowski alle ore giugno 14, 2009 20:27 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 12 giugno 2009
cerchi in te stesso quanto può essere rimasto del rispetto che avevi per tuo padre e non trovi niente, ma quando gli tagli i capelli col rasoio elettrico, qualcosa passa da lui a te e da te a lui. non puoi dire di cosa si tratti, è una scossa elettrica a basso voltaggio che ti lascia disorientato come la prosa di cèline.

rimani spesso paralizzato per quello che hai fatto alla ragazza che ti teneva stretto e scopava con te nelle notti di ottobre in cui il terrore ti attraversava come un aratro passa nella terra umida. non potrai mai più guardare una sequenza di un certo telefilm senza dover respingere un pesante groppo di morte che schizza in alto lungo la tua gola come un proiettile di pelo compresso o un cuore umano in miniatura.

per te stesso sei ancora convinto di poter fare qualcosa, ma forse non ti concedi il tempo necessario a verificare questa ipotesi tanto per tenertela intatta. quanti giorni passano senza che tu neanche accenda il computer con il quale si suppone scriverai il tuo romanzo?ci sono diverse stanze in cui diverse ragazze si sono addormentate dopo essersi masturbate pronunciando il tuo nome. volevi questo, mi pare, quando non potevi dormire, a sedici anni. non ti vergogni più di restare senza maglietta, ma forse ancora provi imbarazzo quando inizi a scrivere qualcosa d infantile e psicanalitico, come questa parola che segue questa parola che segue questa parola. componi ancora l'imbroglio come un arazzo, un tappeto da cinquantamila euro. trame di tempo cucite insieme con una pazienza di cui nessuno al mondo ti riterrebbe capace, se tu non la stessi confessando proprio in questo momento. ed a molti anche così sembrerà fasullo, un artificio. cerchi in te stesso quanto può essere rimasto. alle due di notte, quando rispondi al telefono, sei troppo assonnato, per descrivere la luce che invade gli spazi spacciati da te per te stesso e la maggior parte delle frasi migliori che metti insieme nella tua zucca gonfia di pensieri marci si perdono come neve che si sporca, si scioglie ed evapora. gli angoli delle strade non hanno memoria dei rivoli che si assottigliavano soltanto qualche giorno fa. dovrò mandare qualcun altro alla sbarra, il giorno in cui il processo sarà celebrato.
postato da: lucowski alle ore giugno 12, 2009 22:27 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 12 giugno 2009
la bestia femmina del tg sportivo

deve essersi imbottita le labbra di collagene

e forse si è fatta spostare la posizione degli occhi sulla faccia

forse non importa

quanta paura possa farmi

ci sarà sempre qualcosa di più sporco e spaventoso da guardare

e svuotato del suo amore

come un bicchiere di cristallo spaccato

un uomo invecchia

e sogna fiche strette

adolescenti
postato da: lucowski alle ore giugno 12, 2009 20:40 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 04 giugno 2009
-eh, luca, che peccato che hanno tolto il materasso da ginnastica dall'aula, che stamattina volevo buttarci sopra la professoressa di storia. hai visto che facc' ca tèn?
-vuoi dire maliziosa?
-eh, sì. ca si t fac' n' bocchìn eà str'mmlà p' n'derr'.
postato da: lucowski alle ore giugno 04, 2009 19:39 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 31 maggio 2009
ah, sì?

contento?

o- perchè non sei contento? ah. sì. la versione ufficiale di te. in società sono tutti impegnati a non puzzare di merda e tieniti lontano dai tuoi istinti di martirio, che seppure non sono materia fecale, sanno sempre un pochino di urina. non le voglio vedere, le femmine: sempre a trovare il modo di grattare un pezzo di pelle sana finchè quello non sanguina. e brucia. e si infetta. e...ah, sì? contento? e perchè non sei contento?

e perchè le vuoi contente? e perchè vuoi che siano felici? dove si sono nascosti i bambini, che gli adulti hanno la bava alla bocca? se non trovano culetti bianchi di neonato, i poveracci si faranno bastare ancora una volta le povere fiche squadernate: mogli, figlie, zingare, operaie e maestre elementari serviranno zoppicanti allo scopo.

ah.

sì.

sei contento.
postato da: lucowski alle ore maggio 31, 2009 20:25 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 30 maggio 2009
dopo la geniale scelta di raidue di affiancare moresco e fabri fibra: philip roth e i gemelli diversi, eggers e la reunion dei gazosa, il cadavere di david foster wallace e giggggi d'alessio, i gemelli diversi pisciano sulla tomba di gregory corso, anna tatangelo alla ricerca dei resti del pene di henry miller e biagio antonacci che tratta con sufficienza bret easton ellis scambiandolo per paolo coelho.
postato da: lucowski alle ore maggio 30, 2009 17:50 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 28 maggio 2009
DA "IL PRIMO AMORE"



La mia faccia

Antonio Moresco



Mi capita sempre più spesso di sentire aspre critiche alla mia faccia. Giornalisti che mi chiedono qualche fotografia da inserire nell'impaginazione di un articolo, ma anche fotografi e altri si lamentano così con me: "Ma che faccia seria! Che faccia triste! Dovresti sorridere un po' di più. Ci vorrebbe una fotografia più allegra. E poi quella barba bianca: ti invecchia moltissimo!"

Io rimango sempre un po' mortificato e un po' incazzato a sentire questi discorsi. Non so mai cosa rispondere. Adesso -che mi è appena successo di nuovo- ci ho pensato un po' su e mi è venuta questa risposta:



Care signore e cari signori, non so cosa farci, la mia faccia è questa. E' vero, la sua espressione è spesso malinconica, ma io sono una persona malinconica. C'è qualcosa di male in questo? E' proibito essere malinconici? E' vero, la sua espressione è spesso seria, ma per la semplice ragione che io sono una persona seria. C'è qualcosa di male, qualcosa di proibito anche in questo? Eppure vi assicuro che amo anche ridere. Però se c'è qualcosa da ridere, non a comando di fronte a un fotografo, non per conformismo somatico, per ingannare chi vedrà la mia faccia in fotografia e allora potrà ingannare anche se stesso pensando che va tutto bene e che siamo tutti felici e contenti e che anche gli scrittori sono tutti felici e contenti visto che vanno in giro con la bocca da un orecchio all'altro come quelli che appaiono in televisione e allora anche lui non può che essere felice e contento. Quando vado a vedere uno dei miei amati film demenziali mi sentono ridere da un chilometro di distanza, chi è con me prova imbarazzo perché rido così a crepapelle e tiro pugni contro lo schienale della poltrona davanti e mi arrovescio e mi strangolo e urlo e piango e mi cola il moccio e mi soffio rumorosamente il naso e gesticolo e compio tanti e tali altri gesti da disperato e da soffocato che spesso altre persone in sala alzano la voce per consigliarmi di darmi una calmata. Insomma, rido quando c'è qualcosa da ridere, non quando non c'è niente da ridere. Perché dovrei mostrare i canini a comando quando non c'è niente da ridere e niente da masticare?

In questi anni non c'è molto da ridere, mi pare, e allora perché su giornali e riviste ci sono tutte quelle facce che ridono? Per non far vedere che è tutta una finta, una recita? Per far vedere che loro stanno al gioco? Per non disturbare le pagine pubblicitarie, che pagano l'intero giornale e pretendono che sia tutto a loro immagine e somiglianza?

La mia faccia non è bella, lo so. Non è neppure simpatica, lo so. Però vi assicuro che nel corso del tempo ci sono state alcune signorine e signore che -certo esclusivamente per la loro bontà e generosità- l'hanno trovata di loro gusto, anche se seria e malinconica lo è sempre stata, e sono state gentili e ben disposte con me, e tanto mi basta. Quanto alla barba, la porto da quando ero ragazzo. E' diventata bianca, col tempo, lo so, e adesso per di più è l'epoca in cui sono in voga le facce lisce come culi pelati. Ma perché, se non ci sono portato, dovrei trasformare anche la mia faccia in un culo pelato?

C'è poi un'altra cosa che mi colpisce nella critica che mi rivolgete, ed è questa: se ci guardiamo attorno, mi pare che anche la maggior parte degli scrittori a me contemporanei -italiani e stranieri- non si sbellichino dalle risa nelle loro fotografie che appaiono sui giornali (accidenti, che facce da allegroni hanno Cormac McCarthy, Don DeLillo, Philip Roth, James Ellroy, Michel Houellebecq…!). E allora perché solo io dovrei avere la faccia allegra?

Se poi allarghiamo ancora di più il campo e ci guardiamo indietro, la cosa è ancora più evidente. Proviamo a passare in rassegna le facce di molti scrittori del passato e ci accorgeremo che tutti o quasi tutti non si sbellicano dalle risa nelle fotografie. I loro volti sono, a seconda dei loro caratteri, seri, naturali, ispirati, assenti, incazzati, alteri, malinconici, assorti, qualcuno ha persino la faccia barbuta e che non sembra un culo pelato, eppure giornali e riviste -bontà loro!- continuano a mettere le loro fotografie senza fare storie. Melville, Emily Dickinson, Baudelaire, Flaubert, Rimbaud, Hugo, Tolstoj, Dostoevskij e, nel secolo appena trascorso, Kafka, Proust, Musil, Virginia Woolf… non li ho mai visti sghignazzare nelle fotografie. E allora perché proprio io dovrei sghignazzare? Perché proprio io dovrei andare in giro come un culo pelato?



Pubblicato da a.moresco il 05-03-09
postato da: lucowski alle ore maggio 28, 2009 12:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 13 maggio 2009
non serve a niente, burattino. tutto il tuo sperma che schizza verso il soffitto scambiandolo per il confine dell'universo non è roba tua. sono i soliti morti che vogliono nascere a fare benzina e scaldare motori vecchi come tu non sarai mai. e cosa sogni, intanto? ragazze legate, bocche cucite con lo spago marrone degli idraulici, cosce scintillanti

il diamante liquido

della tua eccitazione

che ti cola giù fino alle ginocchia,



solo altri morti che vogliono nascere

e la specie che non solo sospira in te

ma geme, grugnisce, compone musica e crede.

alza cattedrali perchè una donna copra le guglie con il suo vestito largo, e si scopi il tetto a punta sotto la stoffa.

e se ogni mattina ti svegliassi in una bocca diversa, potrebbe comunque ogni parvenza di spiraglio illividire all'angolo della volta.-(ndr)-
postato da: lucowski alle ore maggio 13, 2009 14:57 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 07 maggio 2009
rovesciandomi la vita fuori di bocca, fiotto a fiotto, spalancherò gli occhi nel pieno della notte.

e tu non ne saprai

assolutamente



nulla.
postato da: lucowski alle ore maggio 07, 2009 22:18 | Permalink | commenti
categoria:
venerdì, 24 aprile 2009
remissione, remissione, remissione, remissione, remissione, remissione, remissione, remissione, remissione...



concessa

se smetti

di chiamarmi

peccato.
postato da: lucowski alle ore aprile 24, 2009 20:32 | Permalink | commenti
categoria:
martedì, 21 aprile 2009
"per sfregiarti meglio!"

un bisturi al posto del cazzo

schegge di lametta in luogo della lingua

venite bambine

che devo insegnarvi tante cose

cordicelle d'acciaio in

                         vece

       di

vene



eiaculando eiaculando

acido di batteria

vi potrete riconoscere da lontano

bambine

zoppicanti

derelitte

sorelle
postato da: lucowski alle ore aprile 21, 2009 18:12 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 13 aprile 2009
-oh, cristo santissimo! e tu chi cazzo sei?

-sono il fidanzato della ragazza che hai lasciato.

-non comparirmi mai più alle spalle, pezzo di merda.

-poverino, ti sei spaventato?

-lo sai benissimo che salto in aria quando qualcuno fa così. tu dovresti essere morto.

-e chi lo dice? preferisco cristallizzarmi nel tempo, sto considerando di essere il tuo colosso di grafite. mi piacerebbe tanto calcificarmi dentro di te ed impedirti qualsiasi movimento.

-non mi pare che ti stia andando molto bene.

-a me pare che tu stessi piangendo, tutto sudato e grande e grosso come sei.

-perchè la natura delle cose è crudele.

-piangevi per te stesso, perchè volevi essere me.

-questo non è nemmeno da prendere in considerazione, potevo essere te anche per tutta la vita. è stata una mia scelta.

-non so se puoi davvero convincermi di questa cosa. c'è qualcosa che ti sfugge.

-non sono tagliato per togliere l'aria alla gente.

-non sei onnipotente, l'aria gira intorno a te ed attraverso te. inventatene un'altra.

-mi manca l'immagine di me come qualcuno che non produce lacerazione, che non sacrifica. ho coltivato ferocemente l'idea che se ci fosse mai stato bisogno di sacrificio, avrei eseguito il mio senza colpo ferire.

-c'è qualcosa che ti sfugge, sul serio. ed io guadagno terreno. guarda come splendo, l'idealità della mia presenza mi dona, non trovi? non dovrò dimostrare mai più niente in vita mia. saranno per sempre soltanto cazzi tuoi e per cazzi intendo compromessi e nuclei di profondissima incomprensione. te la vedrai con l'inferno.

-la mia vita è già meravigliosa e va migliorando, per tua informazione.

-la mia è eccezionale e si appresta alla perfezione delle tue vecchie care note musicali sartriane. la mia bellezza corrisponde ad un fuoco che divampando divora l'intera sostanza di ciò che lo alimenta senza lasciare traccia di cenere. puoi competere con questo?

-sto facendo molto meglio di così.

-sai cosa mi frulla per la testa bacata? potrei evitare la forma statuaria, il memento di grafite, per ingolfarti le giunture come acido da batteria.

-ma tu mi piaci. perchè dovresti fare quello?

-perchè anche tu piaci a me. e questo non lo sopporto. mi dovresti fare schifo, non trovi?

-lucowski...

-lucowski...

v'luim arrwà a chi sò ij e chi sì tù?
postato da: lucowski alle ore aprile 13, 2009 19:17 | Permalink | commenti (3)
categoria:
giovedì, 09 aprile 2009

io sono triste perchè mi sono appeso per il collo

ed io invece sono triste

perchè ho pestato una merda di cane

per strada

tornando a casa con le ali ai coglioni

dopo la migliore scopata della mia vita

io sono triste perchè sono morto di leucemia dopo una vita di alcolismo

ed io invece sono triste

perchè ho finito per piantarmi una pallottola in testa

io sono triste perchè sono da solo

ed io invece sono triste perchè tu sei in compagnia

io sono triste perchè sei da solo

e lui invece è triste perchè ti faccio compagnia

il mio cazzo è triste perchè non so mentire

ed io invece sono triste perchè non so dire la verità

io sono triste perchè l'amore è sottoposto al principio di indeterminazione proprio come tutto il resto

ed io invece sono triste perchè nel 1998 non ho scopato neanche una volta

io sono triste perchè volevo il tuo corpo

ed io invece sono triste perchè adesso vuoi il mio corpo

io sono triste perchè la vita si propaga come un raffreddore

ed io invece sono triste perchè lei invecchia senza figliare

io sono triste perchè non mi parli da sei mesi

ed io invece sono triste perchè riempio questa notte di parole come moscerini intorno ad una lampada

parole come formiche dentro i polmoni di un morto senziente

e parole come granuli bianchi dentro genitali femminili

e parole come carezze sessuali di genitori ai proprio figli

e parole come cani morti sull'asfalto e aghi di prurito e coito interrotto e infarto e trattamento di fine vita e parole come te e me e la merda portata a spasso dentro i nostri corpi desiderosi di trovare, anche loro, un buco di culo da cui essere espulsi

 e come fa male, non è vero?, che io parli tanto e che tu parli tanto e che io parli tanto perchè io sono triste ed io invece parli tanto perchè io sono triste

io sono triste perchè non lo sapevo

ed io invece sono triste perchè avevo idee molto dettagliate a proposito di questo e

di

quello

e del tuo sangue che mi inzuppa i pantaloni fino al ginocchio

ed io

sono triste?

io sono triste perchè ho smesso di scrivere e mi hanno amputato una gamba

ed io invece sono triste perchè philip roth ha scoperto il mio trucco

io sono triste perchè mi hai rotto i coglioni

ed io invece sono triste perchè posso sopportare tutto

ed io

sono triste?

postato da: lucowski alle ore aprile 09, 2009 22:43 | Permalink | commenti
categoria:
lunedì, 30 marzo 2009
il mio frisbee ha una crepa nel suo centro:

non riuscivo ad aspettare,

il giorno in cui lo comprai:

quasi sono saltato su un treno

soltanto per mostrartelo

mentre scintillava insieme a me

della nostra primissima luce.



ero lontano dal pavimento su cui ti sei seduta

quando avevi cinque anni

e finalmente trovavi pace

cadendo pianissimo nell'ovatta diradata

del tuo silenzio,

quando hai riguadagnato la presenza

nessuno capiva il tuo racconto muto

e gli adulti non sapevano

da dove stavi tornando.

sono stato diverso da loro

ho maneggiato come reliquie

i momenti in cui ti osservavo

non visto

indossare quel maglione color senape

ma il frisbee ha una crepa nel suo centro

ed i giorni di sole che ti avevo promesso

svaniscono come puntine da disegno

perdute nelle pieghe del divano che non compreremo

i giorni di sole che mi avevi inventato

hanno una crepa nel centro

proprio dove

dovrei

stare

io
postato da: lucowski alle ore marzo 30, 2009 09:50 | Permalink | commenti (3)
categoria:
sabato, 28 marzo 2009
lucowski, pezzo di merda, cosa credi di fare?

non riuscirai a smettere l'abitino autoreferenziale contrattando con te stesso (vocativo, vocativo) lucowski, figlio di puttana, chi cazzo ti sei messo in testa di essere, walt whitman?

lucowski, animale, i gatti torturano i passeri per gioco, fin da quando sono cuccioli e tu dimentichi tutto perchè ti nutre il sapore dell'aria che la ragazza sta respirando, mentre la respira. alcuni cani spezzano la schiena dei gatti e poi mollano il corpo perchè il corpo li inizia ad annoiare già mentre muore e tu stai d'incanto a segare le ossa del tuo amore di ieri infilando le dita...lucowski! scimmia di prostrazione, a chi credi di darla a bere?

lucowski, lucowski,

ad vocare

a vocare

com'è che adesso non te ne vai, pezzo di merda e braghe calate, a scimmiottare la tua evirazione?

lucowski, papista, gesuita reo confesso, cane da processione, quanti pugni nella pancia puoi assestare a chi ti ascolta lagnarti di quanto sei buono?

lucowski, carogna affamata di umori vaginali, sciacallo, eremita in videoconferenza con il mondo, hai questo bell'arpione che ti rende orgoglioso quando sale ad accarezzarti l'ombelico e non hai mai avuto intenzione di rinunciare ad usarlo per aprire le pance e violare i ricordi, i pranzi non ancora digeriti, i brandelli di carne che ti hanno preceduto. dimmi un po', lucowski, bell'esemplare, che cosa ci facevi sui sedili posteriori dell'automobile di quel buonuomo, con le mani infilate nel cappotto della ragazzina? come hai potuto continuare a sostenere tante conversazioni mentre piano piano piano raggiungevi l'umidità nascosta dietro quei pantaloni così spessi da ragazza rilassata? ti è sempre andata troppo bene, perchè nessuno è venuto a chiederti il conto: bestia, ti sei fatto il calcolo da solo! ma chi cazzo credi di essere, cosa cristo stai impersonando?

vocativo,

vocativo.

lucowski,

vir la vi'e k'eà fà.
postato da: lucowski alle ore marzo 28, 2009 11:11 | Permalink | commenti
categoria: